Manifesto

Da anni gli archivi storici del Novecento di Bologna richiamano l’attenzione delle amministrazioni cittadine sulla necessità di politiche attive e mirate volte a una fruizione il più possibile unitaria e sinergica degli enormi giacimenti documentali esistenti, necessari a una possibile conoscenza e scrittura di una storia contemporanea di comunità. Fruizione che chiama in causa ricercatori, ma anche studenti e ambiti universitari e tutta la cittadinanza in generale.
In tempi in cui i cambiamenti si fanno sempre più incalzanti e repentini sul piano dell’economia, del lavoro, della cultura, della società, del costume diventa più complicato comprendere come la propria comunità evolva, affronti la realtà, trovi soluzioni, costruisca il presente e realizzi il futuro. Nonostante la consapevolezza diffusa dell’importanza della conservazione della memoria del passato, anche di quello più recente, non tanto “per saperne di più”, ma perché, come diceva Marc Bloch, “l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato”, queste istanze non hanno sinora trovato il dovuto riscontro. Ciò non ha impedito ad alcuni archivi bolognesi di varia natura e prerogative di costituirsi in una tacita rete, tessuta di rapporti, spesso interpersonali, fra studiosi, archivisti appassionati, “militanti” della memoria. Essi hanno costruito e condiviso progetti per valorizzare i patrimoni documentali e renderli accessibili attraverso la promozione di eventi culturali, mostre, dibattiti e quant’altro potesse contrastare la cultura della dimenticanza che tanto affligge il nostro tempo, gravato da un presente così enormemente dilatato da offuscare il passato e rendere inimmaginabile il futuro. Questo lavoro è stato seguito da vicino, con cura e partecipazione, dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, che ha ritenuto importante promuovere occasioni di confronto fra archivi pubblici e privati su tematiche relative alla conservazione e valorizzazione dei fondi e favorire la condivisione pubblica di pezzi importanti della storia novecentesca. Una sollecitazione che da un lato proponeva a chi già aveva esperienza di lavoro comune di allargare il campo di indagine a fondi archivistici non ancora esplorati, dall’altro sollecitava altri archivi ad aprirsi e partecipare al confronto e alla condivisione di nuovi progetti e sensibilità.
Da questi fermenti, nel 2017 si è formato un tavolo di lavoro che si è cimentato su una possibile ricostruzione del ’77 bolognese a partire da riscontri documentali ancora poco noti, nonostante i quarant’anni trascorsi da quegli eventi.

Alla realizzazione della mostra, promossa dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna e dalla Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, che l’ha ospitata dal 2 maggio al 25 giugno 2017, hanno preso parte, oltre alla Biblioteca stessa, l’Archivio storico della nuova sinistra “Marco Pezzi”, l’Archivio
storico CISL area metropolitana bolognese “Rino Bergamaschi”, l’Archivio storico “Paolo Pedrelli” della Camera del lavoro metropolitana di Bologna, la Fondazione Gramsci Emilia- Romagna, l’archivio storico della Città metropolitana di Bologna e l’Archivio di Stato di Bologna.

L’anno successivo lo stesso team di lavoro, ricorrendo i cinquant’anni dal 1968, ha proposto di indagare il periodo 1968/1970, offrendo uno stimolo anche ad altri archivi storici per proporre contributi alla rilettura di quegli anni densi di avvenimenti. Hanno così aderito al gruppo iniziale l’Archivio storico dell’Università di Bologna, l’Archivio Unione Donne Italiane (UDI) sede di Bologna, l’Archivio di storia delle donne di Bologna, l’Istituzione Gian Franco Minguzzi, l’Archivio storico della Regione Emilia-Romagna – IBC, l’Archivio storico dell’Unione Fotografi Organizzati. In questa occasione, per la complessità del progetto e la molteplicità delle nuove adesioni, si è formalizzato un comitato scientifico, composto da Eloisa Betti, Elda Guerra, Marica Tolomelli e coordinato da Mauro Maggiorani. Da questa appassionata e stratificata esperienza è scaturita una nuova mostra documentale “Non è che l’inizio: tracce del ’68 negli archivi bolognesi”, sostenuta dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.
Queste due positive realizzazioni, che hanno visto lavorare fianco a fianco soggetti diversi (per rappresentanza istituzionale degli uni, per rappresentanza sociale degli altri), tutti in egual misura custodi di una storia collettiva condivisa, ci hanno stimolati a costituire una “Rete” attiva su progetti culturali specifici riguardanti la città di Bologna e in grado di promuovere un rinnovato interesse per lo studio della storia, in controtendenza con un pensiero pervasivo che ne vuole ridurre grandemente la portata pedagogica, innanzitutto nelle scuole, mettendo a disposizione di docenti e studenti percorsi per l’utilizzo dei documenti nei piani di studio, per la ricerca mirata all’approfondimento della storia del nostro territorio, per la realizzazione, ove possibile, di periodi di stage in favore di giovani studenti dentro gli archivi e le biblioteche del Novecento. La finalità è anche quella di aprirsi alla collaborazione con il maggior numero possibile di realtà culturali del territorio. Una rete, dunque, aperta e in grado di aggregare intelligenze e competenze, per questo capace di creare interesse per il nostro passato e passione per il nostro futuro. Una rete che contribuisca a rendere partecipi i tanti nuovi cittadini bolognesi della storia della loro nuova casa e in grado di ascoltare, raccogliere e trasformare in narrazione condivisa, le storie di cui loro stessi sono portatori e che sia flessibile e modulare nelle modalità di lavoro.
La Rete archivi del presente stilerà annualmente un programma di iniziative aperte alla partecipazione di centri di documentazione, biblioteche, centri studio, ulteriori archivi pubblici e privati, allo scopo di favorire una riflessione sempre più ampia e il progressivo allargamento della rete stessa.

Hanno aderito, alla data del 24 ottobre 2019:


Archivio di Stato di Bologna
Archivio storico della Regione Emilia-Romagna – IBC
Archivio storico della Città metropolitana di Bologna
Museo civico del Risorgimento di Bologna
Archivio storico “Paolo Pedrelli” della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna
Archivio storico CISL area metropolitana bolognese “Rino Bergamaschi”
Archivio storico della nuova sinistra “Marco Pezzi”
Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Archivio storico Unione Fotografi Organizzati
Archivio Unione Donne in Italia (UDI) sede di Bologna
Archivio di storia delle donne di Bologna
Istituzione Gian Franco Minguzzi

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